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Il Castello di Acqui Terme, detto Castello dei Paleologi, risale nel suo impianto originario almeno all’XI secolo: la prima fonte scritta che ne attesta con certezza l’esistenza è datata 1056.

L’edificio ha conosciuto, nel corso del tempo, alterne vicende. Fu dapprima residenza dei vescovi-conti di Acqui Terme, che vi dimorarono fino alla seconda metà del XIII secolo, quando violenti scontri interni fra le famiglie nobili della città posero fine al loro dominio.
Divenne in seguito roccaforte del borgo medievale di Acqui Terme e sede dei governatori della città per passare poi, a partire dal 1260, ai marchesi Paleologi del Monferrato che, pur con alcune interruzioni e fra drammatiche vicende di guerre e contese familiari per problemi di potere e successione, lo tennero, insieme con il dominio sulla città, fino agli inizi del XVI secolo.
A partire dal 1708, tuttavia, il complesso passò sotto la diretta amministrazione di casa Savoia, che lo privò progressivamente della sua originaria funzione di fortezza destinandolo, dai primi del XIX secolo, alla funzione di carcere, che mantenne fino ad anni recenti.

Alla nuova ricostruzione, iniziata nel 1663, è da attribuire la parte principale della struttura ancora oggi esistente, quella ora destinata a ospitare le sale del Museo Archeologico. Di epoca napoleonica è, invece, tutta l’ala separata delle ex-carceri, progettate nel 1789 da Giovanni Battista Feroggio. L’Ex Carcere occupa il lato occidentale del Castello e si erge, con la romanica cattedrale, sulla collina che domina il centro storico.

L’Amministrazione Comunale è più volte intervenuta al fine di preservare la struttura nel suo complesso, che oggi ospita il Civico Museo Archeologico e le sue collezioni. Le murature perimetrali del Castello presentano però ancora numerose erosioni e distaccamenti dei mattoni e le coperture in coppi generano numerose infiltrazioni di acqua piovana nei locali sottostanti, dove sono immagazzinanti reperti di importante valore storico.