Acqui Terme
Chiesa di Sant’Antonio

La chiesa, sita in borgo Pisterna, fu commissionata nel 1608 dall’ordine Barnabita, dedicata a San Paolo ed associata al convento locale con lo stesso nome. Soltanto nel 1812 fu dedicata a Sant’Antonio Abate.
Alla fine del 1500 diverse famiglie acquesi elargirono donazioni per insediare la confraternita dei Barnabiti la quale, dopo un rifiuto, si stabilisce in Acqui nel 1608 e fonda il Convento e la Chiesa di San Paolo, avendo acquistato dal conte Sebastiano Ferrari il suo palazzo e altre attigue poste in borgo Pisterna. La vita di questa congregazione ha un’evoluzione travagliata poiché già nel 1635 Papa Innocenzo X sopprime il convento in quanto era abitato da pochi religiosi. Successivamente il Consiglio della città di Acqui tenta di introdurre i Padri per realizzare le scuole pubbliche, tentativo infruttuoso per motivi economici. Nel 1682 la Sacra Congregazione dei Vescovi autorizza il Vescovo di Acqui a ristabilire il collegio e a restituire i beni ed i redditi; di conseguenza si aprono le scuole.
Nel 1701 la chiesa fu riedificata nell’attuale veste architettonica così come la sacrestia, raccolto capolavoro arricchito da stucchi e pregevoli arredi lignei.
Con l’apertura delle scuole Regie cessano quelle dei Barnabiti e il numero dei Padri si riduce cosicché nel 1729 il governo sopprime il convento e l’immobile viene venduto.
Nel 1807 il governo francese dona la “derelitta” Chiesa di San Paolo al Vescovo di Acqui Monsignor Toppia e nel 1812 il Vicario capitolare benedice la chiesa dedicandola a Maria Vergine del Carmine e a Sant’Antonio Abate, il simulacro dei quali era stato trasferito nella chiesa.
Nel 1837 Giosuè Agati costruisce l’organo della chiesa sotto il priorato dei signori G. Barone e G.B. Braggio.
Alla fine degli anni ’20 sono stati effettuati interventi di “restauro” con rifacimento del pavimento ed in ultimo, nel 1982, una manutenzione ordinaria del manto di copertura e un recupero dell’affresco presente in facciata.

Descrizione dello stato attuale
La facciata della chiesa risale probabilmente al 1701, quando la stessa viene riedificata; sicuramente
fu rimaneggiata nel 1812 al momento della decorazione con gli affreschi. Al centro la Madonna del Carmine, ai lati Sant’Antonio Abate e San Paolo (in ricordo dell’antico titolo della chiesa); i due riquadri al di sopra dei Santi contenevano delle citazioni oggi scomparse.
Il portale barocco, avente intagliato sui battenti le iniziali S. e A. (S. Antonio), dovrebbe essere quello dell’antica chiesa di Sant’Antonio “de Balneo” e in questo caso si potrebbe far risalire la sua esecuzione al 1739, anno in cui detta chiesa “fu ampliata e riedificata con miglior disegno” così come il portone rococò.
L’interno della chiesa si presenta a navata unica con due cappelle laterali, la volta è a botte mentre quella del coro è a crociera.
Il campanile, a base quadrata, con tre campane del XIX secolo, è situato sul lato sinistro del presbiterio.
All’interno, addossata alla controfacciata, si trova la cantoria che presenta una balaustra con dei pannelli lignei settecenteschi al centro; l’organo, costruito dal pistoiese Giosuè Agati nel 1837, porta il numero d’opera 270.
Sulla sinistra è collocato il pregevole pulpito ligneo del XVIII secolo, affiancato da una tela rappresentante San Francesco di Sales della stessa epoca, anonima.
La cappella laterale sinistra è dedicata a Santa Lucia e presenta un altare in scagliola del XVIII secolo, con il tabernacolo in legno intagliato dello stesso periodo. La cappella laterale destra è dedicata a Santa Teresa; anche in questo caso l’altare è in scagliola (XVIII secolo) e vi è pure un dipinto su tela datato 1903 raffigurante l’Assunta.
La chiesa ospita quattro dipinti del XVIII secolo che raffigurano i Santi Ambrogio, Agata, Teresa e Giovanni Nepomuceno, che sembrano essere appartenuti all’oratorio.
Anche la statua in legno della Vergine risale al XVIII secolo ed è collocata all’interno di una edicola lignea vetrata in stile neogotico.
La sacrestia è collocata in un ampio locale a sinistra del presbiterio ed è di fattura tardo barocca, con decori in rilievo in oro e dipinti negli spicchi angolari, sormontata da una volta a cupola semplice ma piuttosto suggestiva; al centro della cupola vi è una lanterna vetrata che dona luminosità cadente dall’alto. Pregevole è l’arredo ligneo, anche esso databile nella metà del secolo XVIII e consistente in armadi intagliati e cassapanche con pannelli decorati. L’accesso alla sacrestia può avvenire anche dall’alloggio del sacrestano da Piazza San Guido attraverso un breve e stretto corridoio.

Concerto in questo luogo

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1+1+1= Trio Galaktionov-Cicchese-Cipolletta!

Sabato 1 giugno ore 17:30 | Acqui Terme, Chiesa di Sant'Antonio

Come arrivare

via Scatilazzi 15, Acqui Terme

Informazioni

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.
info@festivalechos.it

+ 39 348 7161557 (attivo dal 15 aprile)

Al termine dell’ultimo concerto il Consorzio Tutela Vini d’Acqui, il Consorzio dell’Asti DOCG e il Consorzio del Barbera d’Asti e Vini del Monferrato offriranno al pubblico una degustazione di vini che si terrà presso il Teatro Romano (in caso di maltempo il rinfresco si svolgerà sotto il colonnato di Piazza Duomo).